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E’ Cerreto il centro del mondo?

9 ottobre 2009
panorama di cerreto

panorama di cerreto

Conversazione con Giovanna Forti Sindaco di Cerreto e Franco Valentini, noto studioso di fatti e di storie umbre

di Francesco La Rosa

Ci sono alcune città dell’Umbria che amano definirsi “ il centro del mondo”, anche grazie alle grandi strade che le attraversano e che per secoli sono state un importante punto di riferimento per i commerci e per i viaggiatori che attraversavano l’Umbria per motivi religiosi.

La storia moderna rivisita queste convinzioni perché vede “al centro del mondo” il comune di Cerreto di Spoleto e Borgo Cerreto perché è considerato un incrocio fra la via Benedettina e la via Francescana.

Da Monteleone fino a Polino ci fu una riflessione sulle Madonne del Riposo o del Soccorso, che hanno in comune iconograficamente un mantello che curiosamente somiglia alla Madonna di Roviglieto e questo ci fa capire (l’immagine è sempre “protetta” da una stella ad otto punte che rappresentava il simbolo della navigazione sicura di quel tempo) che questo percorso sacro poteva essere considerato una vera via della Pace. Di grande rilievo sono anche i rosoni delle chiese, che non rappresentavano una ruota di un carro come si potrebbe pensare ma molti la identificano come il rosone di Rosacroce, e non è un caso che gli ospedali dell’epoca furono dedicati a San Giovanni, legato sicuramente ai  templari ospedalieri.

E’ per questo motivo che ci sono così importanti tentativi (i forti riferimenti chirurgici e le erbe curative a Cerreto) di salvaguardia dell’Umanità in questo territorio?

Certo non dobbiamo sottovalutare – dice Franco Valentini – quell’aspetto culturale che testimonia come buona parte del mondo ebraico abbia profonde radici su questa terra, e non sarebbe clamoroso se il Rabbino  di Roma venisse a conoscere elementi cosi preziosi e importanti per la loro storia anche perchè pensiamo che  si possa costruire un luogo etico morale dove la pace è nata.

Giovanna Forti,  cosa significa oggi essere sindaco di Cerreto?

E’ estremamente stimolante quanto affermato da Franco Valentini circa la possibilità che Cerreto possa essere riconosciuta in un prossimo futuro come “ il centro del mondo”. Per il momento essere Sindaco di Cerreto è molto impegnativo e faticoso perché viviamo una fase molto difficile, dopo il terremoto che ha sconvolto la Valnerina. E’ facile immaginare, ormai ad emergenza finita, gli sforzi organizzativi che si devono sostenere per ricreare quelle condizioni necessarie a migliorare la vita dei residenti e studiare nuove accattivanti formule per nuove opportunità di lavoro e far ritornare coloro che sono partiti.

Su quali progetti state lavorando?

Un progetto che ci sta particolarmente a cuore è l’attivazione dell’impianto termale di Triponzo. Abbiamo appena ricevuto molte manifestazioni di interesse da parte di imprese e soggetti privati disponibili ad attivare questa struttura nota fin dall’epoca romana, che riteniamo importantissima per l’economia dell’intera valle del Nera. L’attivazione del complesso in questione si colloca in un progetto molto più vasto che abbiamo denominato “Le vie della conoscenza” ed in particolar modo nella “Via della cura” che di esso fa parte. Si tratta di percorsi a tema che si sviluppano da Borgo Cerreto, che è il terminale della prima tratta del tracciato dell’ex “ferrovia Spoleto – Norcia”, di cui è in corso il recupero.

Cosa significa “via della cura”?

La via della cura è un itinerario che, prendendo avvio da Borgo Cerreto per poi svilupparsi nel territorio di Preci, offre un vero e proprio compendio del rapporto fra uomo e salute.

Risalendo da Borgo Cerreto verso Cerreto Capoluogo si incontra la Chiesa di Gesù e Maria che diverrà presto sede di un museo per le importanti testimonianze, ivi rinvenute, dell’attività chirurgica del medico folignate Baronio Vincenzi.

Dalla cura con i ferri si giunge alla “cura con le erbe” illustrata nell’Orto del Ciarlatano, in corso di realizzazione nell’ex Monastero di San Giacomo a Cerreto sede del CEDRAV (Centro di Documentazione della Valerina.

L’itinerario prosegue con la “cura con le parole” con l’allestimento dell’Antenna dedicata al Ciarlatano prevista nell’Ecomuseo della Valnerina nel Complesso di San Nicola a Cerreto, con la “cura con il moto” presso gli impianti sportivi in Loc. Forcatura e il percorso salute che raggiunge il complesso delle Terme di Triponzo dove trova la sua naturale collocazione la “cura dell’acqua”, grazie alla presenza delle acque sulfuree.

Quali sono gli altri percorsi a tema?

“La via della fede”, un percorso lungo la valle del Tissino che da Borgo Cerreto raggiunge il Santuario della Madonna della Stella, come meta di pellegrinaggi devozionali e che prosegue fino a Roccaporena e terminare alla Basilica di Santa Rita a Cascia.

“La via dei Flavi”, che costituisce la via montana che parte da Borgo Cerreto e passando per Ponte raggiunge la sommità del Monte Lo Stiglio, dove oltre ad alcune fortificazioni si può ammirare verso il territorio di Cascia la Forca Vespia, che ricorda la Gens Flavia cui apparteneva Vespasia Polla madre dell’imperatore Vespasiano.

“La via del Contado”, che collega gli insediamenti rurali del territorio di Cerreto alle pendici del Monte Maggiore, un territorio densamente popolato caratterizzato da numerosi casolari sparsi in parte anche fortificati. L’itinerario prende l’avvio sempre da Borgo Cerreto, sale al Castello di Cerreto e fuoriesce da una delle sue porte presso la ex chiesa di Santa Maria de Libera nei cui locali e previsto il Centro di documentazione su uno dei principali concittadini: Giovanni Gioviano Pontano, illustre giureconsulto e umanista della seconda metà del secolo XV.

Per finire, può segnalarci un evento a cui tenete molto?

Nel territorio comunale si svolgono molte manifestazioni legate tutte molto importanti per la conoscenza delle nostre tradizioni e il recupero dell’identità culturale. Alcune di queste manifestazioni sono curate dalla Pro Loco che svolgono sul territorio una preziosa attività di promozione turistica.

Un esempio significativo e ormai prossimo è dato dalla sacra Rappresentazione della Passione del Venerdì Santo, organizzata dalla Pro Loco di Borgo Cerreto con costumi dell’epoca e testi di Jacopone da Todi. Le scene e i dialoghi sono di grande suggestione ed invito i lettori di Goodmorning Umbria a visitarci anche in questa occasione, ne vale veramente la pena.