Posts Tagged ‘vichinghi’

LE TESSERE D’ANNATA, L’ASSESSORE SANITARIO E I VICHINGHI DEL TRASIMENO

15 giugno 2011

Le pagelle di Ciuenlai

Andrea Rossi – Dopo la segreteria rinvia (intanto a gennaio, poi si vedrà) anche le tessere. Visto che al Pd continuano a riscriversi in pochini, decide infatti di prorogare le adesioni del 2010, al 2011. L’innovazione nel Pd non ha confini. Da oggi, come nelle migliori enoteche, si potrà scegliere, oltre al circolo, anche l’annata di iscrizione : “Oggi ho fatto la tessera del 2009, tra due anni farò quella del 2010, per le altre aspetto il condono”.

Eros Brega – Il Presidente del Consiglio regionale esplode un “Subito le Riforme”. A chi gli grida “ma che fa si veste da assessore?” risponde “Giammai, non mi interessa”. Come disse quella volpe all’uva : «Nondum matura est, nolo acerbam sumere».

Brunello Cucinelli – L’uomo del cachemire afferma, con un sottile riferimento alle attuali polemiche sindacali “A mille euro al mese chi verrà a lavorare?”. I disoccupati e tutti quelli che ne prendono 500 (o poco più)! E mi creda sono (purtroppo) in continuo aumento. 8 perché, ricordando le sue origini, a differenza dei politici che dovrebbero farlo, continua a credere che il lavoro è un valore (perché dietro c’è una donna o un uomo) e non una merce.

Assessore alla Sanità – C’è chi sponsorizza, nell’indifferenza più assoluta, Bruno Brachelente, chi teme le mattate Rosignoli o Americioni, chi si rassegna a Locchi “perché è il meno peggio”, chi si è iscritto al gruppo di facebook “aridatece Riommi” e chi ci prova con Giovanetti (Via Rossi), Bottini e Brega. Dalla recensione del film di Ermanno Olmi Il tempo si è fermato: ” Girato da attori professionisti che praticamente interpretano se stessi, la pellicola rivela le smisurate capacità della nostra classe dirigente di riuscire, senza fronzoli e con molte compiacenze, a sopravvivere a se stessa”. Per la serie “politici oltre la morte”. Facciamo 5, ma sarebbe 4, che dite? Meglio 3, forse, ma un bel due non guasterebbe……

Comune di Perugia – Arriva il misuratore del centro. Non è uno scherzo c’è un preciso bando di concorso. “Che dovrebbe misurà?” chiede un anziano ad un amico “istruito” in Corso Vannucci, “le attività antropiche”, “E che fettuccia ce vole?”

Statuti – L’Italia è terra di Santi, Poeti e Navigatori. L’Umbria , essendo una regione italiana, deve adeguare a questa regola, “in maniera cristiana”, i propri statuti. Per i Santi siamo a posto (San Francesco, San Benedetto, ma se serve ci sono anche Ercolano, Chiara, Rita, Ubaldo ecc.). Per i poeti siamo coperti dal beato Jacopone da Todi. Il problema è trovare frati o preti navigatori nella nostra regione. Una difficoltà, che in una scala da uno a 10, segna 1500. Eh si perché far passare gli Olivetani di Isola Polvese per i Vichinghi del Trasimeno, è dura per tutti, anche per Brega.

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CARDO BENEDETTO (Cnicus Benedictus) Fam. Compositee

23 gennaio 2010

cardo santo

di Loriana Mari

Caratteristiche: pianta dal fusto eretto, ramificato, ricoperta di peluria, ha foglie spinose, frastagliate o pennate terminanti con aculei. I fiori sono di coloregiallo protetti da un involucro spinoso. La fioritura avviene dalla primavera all’estate. La pianta può raggiungere i 40 centimetri d’altezza.

Plinio nella sua “Storia Naturale”, lo annovera fra gli ortaggi pregiati.
Fin dai tempi antichissimi, germogli e semi di cardo servivano per produrre il caglio dei formaggi, ma solo nel ‘500 si hanno le prime testimonianze della sua presenza in cucina, e delle sue tecniche d’imbiancamento.
Due medici della corte sabauda, alla fine del XVI sec. scrivevano:
“i cardi si mangiano ordinariamente nell’autunno e nell’inverno fatti teneri bianchi sottoterra.
Nel ‘700 il rinomato libro di cucina “Il Cuoco Piemontese” cita la ricetta più classica a base di cardi: la bagnacauda , piatto simbolo della gastronomia del Piemonte.

Insieme al tartan, il cardo è forse il simbolo che identifica maggiormente gli scozzesi, e oggi lo si vede usato per contraddistinguere come scozzesi una serie di prodotti, servizi e organizzazioni. Una leggenda racconta che un manipolo di guerrieri scozzesi stavano per essere sorpresi nel sonno da un gruppo di vichinghi invasori, e si salvarono solo perché uno degli attaccanti mise un piede nudo sopra un cardo selvatico. Le sue grida diedero l’allarme e gli scozzesi, risvegliati, sconfissero come di dovere i danesi. In segno di ringraziamento la pianta fu chiamata Guardian Thistle (cardo protettore) e venne adottata come simbolo della Scozia. Non esiste alcuna testimonianza storica che sostenga questa leggenda, ma qualunque siano le sue origini, il cardo è stato un simbolo scozzese importante per più di 500 anni. Appare in modo riconoscibile forse per la prima volta su delle monete d’argento emesse nel 1470 durante il regno di Giacomo III e, a partire dagli inizi del XVI secolo fu incorporato nello stemma reale della Scozia..

Habitat: originario delle regioni mediterranee il Cardo Santo è spontaneo nell’Italia Centro Meridionale, dalla pianura fino all’alta collina.

Proprietà: in erboristeria è rinomato per le sue proprietà aperitive,  diuretiche e toniche. il cardo santo, o cardo benedetto, era stimato nel Medioevo come pianta in grado di guarire molte malattie. La pianta contiene un principio amaro (la cninina), tannini, sali minerali e vitamina B1. Il principio amaro facilita la secrezione della bile e dei succhi gastrici, rendendosi utile per quanti soffrono di disturbi digestivi. Lo stesso principio amaro è un valido aiuto contro l’inappetenza.

Raccolta: si impiegano le sommità fiorite e le foglie colte all’inizio della fioritura e fatte debitamente essiccare all’ombra.

Precauzioni: rispettare scrupolosamente le dosi perchè la cninina, glucoside amaro contenuto nella pianta, se ingerita in forti dosi causa vomito e malesseri gastrici.

Uso: Informazioni extra: in cucina il cardo santo può essere utilizzato lesso o unito in piccole dosi alla frutta nelle marmellate. Ottimo anche per bagni tonificanti.

Storia, leggenda, mito e magia: questa varietà, spesso eclissata dalle altre più vigorose, è la più celebre dal punto di vista della tradizione. Dal Medio-Evo è il Cardo magico per eccellenza, questa pianta, in generale, dona forza e protezione. Bruciare del Cardo infatti produce l’effetto di allontanare le negatività. Il Cardo Santo rientra inoltre negli ingredienti di antichi rituali di guarigione ed esistono ancora delle regioni dove se ne fanno delle pozioni ed infusi da somministrare ai depressi ed ai malinconici. Il pianeta legato al Cardo è Marte e le divinità associate sono Minerva e Thor. Pianta celebrata da Dioscoride già duemila anni fa, era coltivata nel Medioevo da frati ed erboristi nei loro orti per le proprietà medicinali. Si riteneva che esso possedesse, tra le altre, la virtù di rinforzare la memoria e di migliorare l’udito. Probabilmente questo attributo gli venne per le supposte proprietà cardiocircolatorie che favorendo la circolazione sanguigna, avrebbe aiutato l’irrorazione del cervello. Le prime tracce del Cardo sono state rinvenute prima in Etiopia e successivamente in Egitto.

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Piccole perle: per un’azione antisettica e detergente e cicatrizzante, utilizzare il decotto che si prepara facendo bollire 250 gr di acqua, 15 gr di foglie, fiori e fusto tritati finemente e ben essiccati. Dopo 25 m di bollitura togliere dal fuoco, filtrare, addolcire con un po’ di miele e bere caldo, oppure mettere sulla parte interessata la pappetta.