Posts Tagged ‘voto’

DIMISSIONI MARINI, UN’AGONIA POLITICA E ISTITUZIONALE

19 Mag 2019
roberto morroni

Roberto Morroni

L’Umbria si aspetta un segnale chiaro: la fine di questa legislatura. Ciò a prescindere dal garantismo, essenziale per il funzionamento di un sistema democratico. L’inchiesta sulla sanità umbra ha messo in luce una realtà inquietante e un potere politico spregiudicato e arrogante. Occorre recuperare,
immediatamente, un profilo di piena credibilità e autorevolezza del governo regionale e questo compito spetta agli elettori. Nonostante le gravi motivazioni che avevano indotto la Presidente Marini a dimettersi, i voti espressi dalla
maggioranza nel Consiglio regionale odierno, 11 voti favorevoli su 8 contrari, le hanno riconfermato la fiducia. (more…)

Claudio Ricci (Candidato Presidente dell’Umbria) Propone al Centro Destra Civico Moderato e Popolare: Tutti a Votare e Ognuno lo Dica a 7 Persone (come in una Catena di Sant’Antonio).

13 Mag 2015

ricci10Mancano 18 giorni all’ora del cambiamento e Claudio Ricci, candidato presidente della Regione (domenica 17 maggio incontrerà i 120 candidati, delle 6 liste della coalizione, alle ore 10 al Park Hotel a Ponte San Giovanni in Perugia) prepara l’ultimo tratto verso il traguardo del governo regionale proponendo la “catena” (tipo Sant’Antonio) del cambiamento: tutti i sostenitori sono pregati di attivarsi affinché ognuno inviti (direttamente, con il telefono o attraverso Facebook) al voto altre sette persone con la frase (da diffondere) “vai a votare per cambiare”.

Anche i sondaggi più “orientati”, che qualche settimana fa attribuivano oltre 17 punti percentuali di vantaggio al (more…)

RICCI: Il “Gioco Internet” sui Candidati Presidenti è Privo di Fondamento

24 aprile 2015

ricccccIl “gioco internet”, attivato da un quotidiano locale, è privo di ogni “rappresentatività” elettorale ed anzi, come abbiamo verificato, basta un “banale cambio di codici” (visto che non ci sono protezioni) per far votare ognuno anche centinaia di volte (a questo punto, volendo fare una citazione, preferiamo votare per il famoso “super Mario”). Ovviamente, “scoperto” il metodo (totalmente privo di rappresentività), sarebbe opportuno che il giornale “evitasse titoli” che sono “ingannevoli” (per coloro che non sono esperti di tali sistemi o non leggono le citazioni riportate “in piccolo”). (more…)

FI, Provincia voto contrario all’assestamento di bilancio

28 novembre 2014

Riceviamo e pubblichiamo

forza_italia_ logoQuella della Provincia di Perugia è una situazione economica difficilissima. Risulta una forte sofferenza della situazione di cassa come spiegato nel documento dei revisori dei conti che si manifesterà anche a fine (more…)

La posizione del M5S Perugia per il ballottaggio

30 Mag 2014

La nostra posizione sul ballottaggio è quella annunciata in sede di campagna elettorale. Il M5S non darà alcuna istruzione di voto. (more…)

Montegabbione, fusione dei comuni, voto all’unanimità… anzi no

22 gennaio 2014

Riceviamo e pubblichiamo

C’è qualcuno che non si arrende. E quel qualcuno è schierato con noi de La Destra, patrimonio di uomini e donne combattenti e militanti che non piegano la testa. MAI. Così, davanti a tanti cittadini testimoni di quanto avvenuto, è successo anche al consiglio comunale di (more…)

Claudio Velardi: Dopo Berlusconi toccherà a loro

31 ottobre 2013

berlusconi-tf-lapresse-258Ho dato questa intervista a Lettera43. Immagino che in tanti non condividerete i concetti che ho espresso con una certa ruvidezza. Io trovo miserevole e avvilente quello che sta accadendo. Una classe politica vile e imbelle si sta mettendo sotto i piedi i principi fondamentali del liberalismo. Non hanno capito che dopo Berlusconi toccherà a loro.

Domanda. Perché il voto palese è una vergogna antidemocratica?

Risposta. Perché la regola era chiara. E non si capisce perché bisognava cambiare quella esistente. O forse sì.

D. Che intende? (more…)

Assisi ricorda Santa Chiara con la “festa del voto”

19 giugno 2013

s.chiaraSabato 22 giugno si tiene la Festa del Voto, celebrazione in memoria e in segno di riconoscimento nei confronti del gesto di preghiera di Santa Chiara e delle sue sorelle Clarisse che, con umile preghiera al Signore, salvarono la Città di Assisi dalla caduta della stessa per mano dell’esercito di Vitale d’Aversa. Il programma delle celebrazioni ha inizio alle ore 5.45 con il Suono delle Chiarine, per proseguire alle ore 6.00 con il suono a festa della campana delle Laudi e,  (more…)

Renzi: accordo con Pdl o si vota…

4 aprile 2013

“Parto dal fatto che si debba avere idee chiare”, ha detto Renzi critico con la proposta di Bersani del “doppio binario” – un governo aperto al M5s di Beppe Grillo e un’assemblea costituente per cambiare le istituzioni che coinvolga anche il Pdl.

“O Berlusconi è il capo degli impresentabili e allora chiediamo di andare a (more…)

IO COMUNISTA PER 40 ANNI, VOTERO’ BERLUSCONI

27 marzo 2013

riceviamo e pubblichiamo

Conversazione con Marinella Tomasi

Disgustato e schifato del mio partito , voterò Berlusconi !
Il mio nome è Muzzetto Paolino ( noto Paolo ) e sono di Olbia.
Convintamente comunista da oltre 40 anni sia io che tutta la mia famiglia , comunista-exquelle che vedete sono le mie tessere di partito e quelle della mia famiglia , la prima tessera è del 1946 appartenente a mio padre .

Sono stato sempre fedele al partito , in ogni minima cosa compresa (more…)

Berlusconi: prepariamoci per voto a ottobre

24 aprile 2012

Silvio Berlusconi ha detto oggi di non escludere l’eventualità di andare al voto anticipato il prossimo ottobre, ma necessità di unire in un unico fronte tutti i moderati, compresi i centristi di Pierferdinando Casini, “Una delle ipotesi è il voto a ottobre e dico che dobbiamo tenerci pronti a questa eventualità””Speriamo che i moderati si presentino uniti a prossime elezioni e faremo di tutto perché tra i moderati non ci siano più fratture”. “Stiamo lavorando ad una legge elettorale sul modello proporzionale tedesco, in cui i partiti si presentano da soli e quello che ottiene più voti ha la responsabilità di formare il governo. Se questo non sarà possibile andremo al voto con la legge attuale che premia le coalizioni e perciò sarà ancora più importante unire il voto dei moderati”.

nota di redazione: andare alle elezioni con l’attuale legge elettorale e senza aver introdotto almeno le preferenze si rischia di perpetuare   il disagio dei cittadini verso la politica, con conseguenze non prevedibili. Forse prima di parlare di elezioni sarebbe utile preparare un grande progetto di rilancio del paese,  economico e sociale,  sganciandolo dalla forca europea e dalle tasse di  Monti che stanno ammazzando  di tasse un popolo già in grande difficoltà.

Al mio segnale… scatenate il (non) voto!

24 aprile 2012

La società si ribella alla mancanza di programmi politici che chiedono ai propri cittadini solo sacrifici, senza proporre soluzioni e vie d’uscita dalla crisi. E’ la stessa società che si ribella ai governi che non si coordinano con le politiche economiche tra nazioni e che per anni hanno ignorato l’entità del proprio debito pubblico. Ma un segnale può dare il cittadino, avendo a disposizione la più grande arma in dotazione alle democrazie tutte: il voto. E può dar quindi tale segnale, il cittadino stufo, votando agli estremi per protesta o non andandoci affatto a votare, per altrettanta protesta: forme dicotomiche di uno stesso disagio sociale. La “cartina di tornasole” di quanto fin sopra sostenuto è ciò che è avvenuto ieri in Francia. Un francese su cinque si è astenuto dal voto, il 18% circa della popolazione francese ha invece votato per lo schieramento di estrema destra della signora Le Pen. Cifre astronomiche, si direbbe, ma che il politologo Galli definisce, invece, di ordinaria amministrazione. Come cioè sempre accade quando ci si ritrova in particolari momenti di crisi in congiuntura nazionale e internazionale. Un segnale, quindi: per alcuni di arresto (lo stop), per altri… di semaforo verde. Ma pur sempre le due facce della stessa medaglia, addirittura con effetti sull’andamento della borsa…

Costanza Bondi

 

FALLIMENTO: L’ITALIA SULLA STRADA DELLA GRECIA?

18 aprile 2012

di Vito Schepisi

Anche questa volta i poteri forti, le terze colonne, i saltimbanchi politici, le caste, hanno occupato le istituzioni e bloccato il processo riformatore dell’Italia. Abbandonare la strada intrapresa, per dar loro ragione, però, è lo sbaglio più grosso che la gente comune e gli elettori possano commettere. La politica è fatta di momenti di grande esaltazione e di sconfitte. Mai, però, si deve pensare d’esser giunti all’ultima spiaggia. La tenacia deve restare sempre la virtù dei forti. Invece di cedere, è più proficuo avere coraggio e stringersi attorno a quelle idee e a quelle speranze che non possono sopirsi dinanzi a nessun atto di viltà. L’Italia è fatta da tanta gente operosa e serena, ma anche da tanta gente che vive alle spalle degli altri. E mentre i primi si affannano per trarre il necessario per il sostentamento della loro famiglia, altri vivono al di sopra delle loro possibilità, ma sui sacrifici dei primi. I nostri avversari sono quelli che hanno saccheggiato il Paese, raggiungendo persino i vertici dello Stato. Troppa retorica e troppa ipocrisia sono state le risultanti della spinta, ancora in corso, verso i pericoli del dissolvimento dei valori identificativi della nostra civiltà. Basta così a piangerci addosso: è ora mettere da parte la rassegnazione, invece. E’ necessario comprendere che dopo il venir meno della maggioranza alla Camera (di fatto è stato così) non c’era alternativa a Monti, se non elezioni anticipate per dar vita ad un altro governo (certamente di sinistra con l’aggiunta di Fini e Casini) che non sarebbe stato in grado di fare le riforme e di intervenire per tamponare la speculazione internazionale ed il progressivo deterioramento dei conti pubblici. Si può pensarla come si vuole. Si può dire, come faccio anch’io, che Monti stia sbagliando e che sta causando altri danni al Paese, ma con i BTP al 7% ci si avvicinava a una spesa annua di 100 miliardi per il solo costo del debito pubblico. Nel giro di qualche anno i 2.000 miliardi di debito sarebbero diventati 3.000. L’Italia avrebbe così preso la stessa strada della Grecia: il fallimento. I fatti stanno così! Senza un governo con i numeri in Parlamento e con una ben determinata volontà politica – da qui la necessità delle riforme, in modo tale che chi vince le elezioni sia anche in grado di governare, senza il teatro d’operetta di un Parlamento partitocratico – si può alzare quando si vuole la voce, ma i fatti restano quelli che sono. Le responsabilità vengono da lontano, ma a volte la stupidità è molto più vicina. Un intervento sulle pensioni un anno fa, il taglio delle province, una maggioranza parlamentare coesa e larga, capace di tagliare in modo massiccio le spese e di reggere l’urto del Parlamento e della piazza, capace anche di respingere l’assalto della reazione giudiziaria, avrebbe consentito un controllo più oculato e una gestione più progressiva degli effetti della crisi recessiva dei mercati. Non è stato così! Alcuni credendosi più furbi, hanno provato ad abbandonare la nave, pensando alle fortune personali. Avventurieri ridotti al lumicino di un partitino visto in lotta per il quorum, ed ora sottoposto al neo-democristiano di lungo corso dal viso bronzeo e pronto a ogni soluzione. Senza recuperare la serenità e senza ritrovarsi a dover scegliere per una nuova speranza di cambiamento, dopo il saccheggio della speranza del 2008, perderemmo ancora del tempo e faremmo la gioia di chi continuerà a saccheggiare il Paese. Cambiare non è facile. Chi ha pensato che sia solo sufficiente vincere le elezioni per cambiare tutto, ha sbagliato. La lotta è sempre dura e difficile. La rete che c’è nel Paese d’interessi particolari, di gestione politica del territorio, di cellule organizzate per sfruttare le risorse pubbliche e il lavoro degli altri, è così ben curata e così, diabolicamente, ben tessuta che sperare di sradicarla con facilità è impensabile. Neanche dinanzi all’evidenza e alla buona volontà di alcuni coraggiosi magistrati si riesce a far cadere le maglie dell’intreccio perverso. Si veda in Puglia, in Campania o a Sesto san Giovanni. Se si vuole che si continui così … bene! Basterebbe disertare il voto e la sinistra verrà ad amministrare anche il condominio delle nostre case … magari le cooperative si stanno già organizzando. Ma se vogliamo esser liberi, dobbiamo continuare a lottare, e soprattutto dobbiamo andare a votare.

 

 

 

Monacelli, Udc, ‘Solo chi osa sa volare’”

5 gennaio 2012

“La ricetta del tirare a campare adottata dalla maggioranza della Regione Umbria, si ripropone in grande spolvero anche per il nuovo anno”. Lo afferma il capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, Sandra Monacelli, facendo riferimento alle “notizie trapelate sulla stampa, a seguito del summit della presidente Catiuscia Marini con i capigruppo di centrosinistra, circa l’intenzione di procedere incuranti del mutato quadro politico nazionale che sostiene il Governo Monti, e cosa ancor più grave, delle profonde lacerazioni interne, che hanno sino ad oggi minato, ritardato e compromesso la strada delle riforme regionali. Scelte che sembrano foriere di rassegnazione e di incapacità nell’esaminare la situazione politica nel suo complesso”.

IL “CANCRO” DEL VOTO DISGIUNTO

12 Mag 2011

di Ciuenlai

Quando la crisi di sistema prende corpo, le magagne e le incongruenze delle regole adottate vengono alla luce con maggiore chiarezza. Abbiamo più volte parlato dei danni del sistema maggioritario. Tra questi c’è quello del famoso voto disgiunto : si vota il candidato sindaco da una parte e un aspirante consigliere dall’altra. In una cultura iperindividualistica lo strumento viene adoperato, a mani basse, per mettere in difficoltà gli avversari di partito e di coalizione. Sono loro i nemici da battere, non quelli dell’alta sponda. E l’Umbria di questi giorni non fa eccezione. Ad Assisi si parla di volantini che girano con impresso il nome di un candidato Pd e del sindaco del Pdl Ricci, a Città di Castello si parla di un lavorio di sottofondo di un pezzo dei democratici a favore della Pillitu, infine a Gubbio contro Guerrini vengono segnalati diversi “disgiuntisti” in tutto il centrosinistra. La norma è aberrante e dimostra come i contenuti ormai non facciano più parte del lessico della politica. Insomma io voto un sindaco che ha un programma e un consigliere che ne appoggia un altro. Che senso ha? Può succedere (e succede) che le proposte siano divergenti, alternative e, addirittura incompatibili. Com’è possibile questa anomalia? E’ possibile perchè chi vota conosce il viso del prescelto (“si vota la persona”), non le sue idee. E’ il meccanismo dell’elezione diretta unito alle vendette di chi ha perso le primarie a spingere qualcuno ad organizzare questo tipo di campagne. Intanto la scena politica si imbarbarisce ogni giorno di più, senza che nessuno muova un dito,senza che nessuno apra un dibattito serio. Come dice il saggio Macaluso . “Ne volete parlare?”