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W.W. F (Wiva Wiva Francesco d’Assisi)

4 Mag 2017
giotto_san_francescoNell’immaginario del moderno ambientalista responsabile, quello che mangia “biologico” e combatte contro l’estinzione di qualche specie animale o vegetale residuale, quando si parla di “Ecologia”, si materializzano catastrofi imminenti, polluzione atmosferica insostenibile, carestie post-belliche, alluvioni bibliche. Allora si indicono processi sommari per individuare i colpevoli, a prescindere dalla soluzione. Ovviamente l’unico colpevole è l’uomo. In virtù di questo sillogismo si scatenano nella popolazione allarmismi nevrotici, un disastroso pessimismo esistenziale, una sfiducia nella ricerca scientifico-tecnologica, criminalizzazione del progresso in quanto tale.

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GIORNATA MONDIALE ZONE UMIDE DOMENICA 6 FEBBRAIO IL WWF FESTEGGIA CON 15 OASI APERTE

3 febbraio 2011

Il WWF Italia festeggia con l’apertura straordinaria e gratuita di 15 oasi, la prossima domenica, la Giornata mondiale delle zone umide che cade oggi. L’edizione 2011 coincide con i 40 anni della Convenzione Ramsar delle zone umide di importanza internazionale e con l’Anno Onu dedicato alle foreste. “La giornata mondiale delle zone umide cade quest’anno nell’anno che l’ONU dedica alle foreste e non possiamo non sottolineare come il mondo dell’acqua e quello delle foreste sia indissolubilmente legati. Foreste ben conservate creano e proteggono preziosi ambienti acquatici nonché riserve di acqua potabile per l’intero pianeta. Non dimentichiamoci che oltre ad essere dei veri e propri polmoni verdi le principali foreste custodiscono i più grandi serbatoi di acqua, come ad esempio la foreste amazzonica che avvolge la più grande riserva di acqua dolce del pianeta” dice Isabella Pratesi Responsabile Conservazione WWF Italia.
Le zone umide sono  gli ecosistemi più a rischio del Pianeta, ma allo stesso tempo straordinari bacini di vita, serbatoi di CO2. Il  90% delle aree umide sono scomparse nell’ultimo secolo nella sola Europa. Secondo la Commissione europea, fra il 1950 e il 1985 si sono registrate le perdite maggiori: in Francia (67%), Italia (66%), Grecia (63%), Germania (57%) e Olanda (55%).
L’Italia ospita 52 siti Ramsar. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all’inizio del ventesimo secolo ne restavano 1.300.000 ettari, fino a precipitare ai 300mila ettari nel 1991.
Oggi ne rimane lo 0,2%, tra aree interne e marittime.

Per festeggiare la Giornata mondiale delle zone umide domenica 6 febbraio il Wwf aprirà quindici delle sue Oasi, con entrata gratuita, da nord a sud.

Per l’Umbria sarà ad ingresso libero l’Oasi di Alviano (Tr)