Mistero o leggenda? IL MOSTRO DI SCHEGGIA

La vicenda

E’ una serena domenica di maggio del 1997. Oddo Brunamonti, 60 anni, si reca nei boschi vicino Scheggia  (Gubbio) per raccogliere della legna che un suo amico gli aveva preparato sulla strada. L’uomo parcheggia  l’auto in retromarcia, così da poter partire subito dopo aver finito il lavoro, e scende. Si guarda intorno:  davanti a lui, la strada compie un breve tratto in salita prima di inoltrarsi nel bosco. In cima al declivio, Oddo  nota una sagoma scura tra gli alberi. Pensando si dovesse trattare di un puledro scappato all’azienda vicina,  non gli da’ eccessiva importanza, ripromettendosi di avvisare i proprietari non appena tornato a casa. Dalle  10:00 a circa mezzogiorno Oddo è impegnato a raccogliere la legna e liberare la strada per consentire il  transito dei veicoli. A questo punto l’uomo si guarda ancora intorno, per assicurarsi soprattutto di aver  liberato la strada. E’ in quegli istanti che, guardando lo stesso punto in alto, nel declivio al limitare del bosco,  si accorge che l’animale che aveva visto due ore prima era sempre lì. Anzi questa volta, quando si accorge di  essere osservato, si nasconde velocemente dietro un cespuglio; un gesto che appare quantomeno anomalo a  Oddo, che in quei boschi ci è nato e cresciuto, e conosce molto bene il comportamento degli animali  selvatici. Così, spinto dalla curiosità, l’uomo sale in auto e, a retromarcia, si avvicina al bosco nel tentativo di  scoprire dove sia finito quell’animale. Poco prima di imboccare il sentiero in salita, qualcosa balza fuori dalle  piante e si frappone tra l’auto di Oddo e il bosco, sulla strada. La visione è incredibile: l’animale è una
creatura bipede, alta circa 1.70, il cui corpo è ricoperto di un pelo lungo color mogano. La braccia, robuste e  muscolose, sono sollevate in aria e la bocca è spalancata. E’ quest’ultima ad atterrire maggiormente Oddo, in
quanto larga e provvista di due fila di denti simili a quelli di un uomo, rossa al suo interno. L’essere sembra  infastidito dalla presenza di Oddo, e l’uomo si sente in grave pericolo. Inserisce la marcia e spinge
l’acceleratore, ma dimentica di abbassare la frizione. L’auto si spegne e la creatura avrebbe certamente  assalito la macchina se non fosse intervenuto un piccolo diversivo: Oddo tenta freneticamente di riaccendere  il motore, e il rumore della chiave e del motorino d’avviamento disorientano la bestia, che resta immobile per  un istante, prima di spiccare un nuovo balzo all’interno del bosco. Il testimone ricorda di come gli alberi, al
passaggio di quella creatura sconosciuta, ondeggiassero in maniera vistosa.
Tornato a casa, la figlia nota subito qualcosa che non va: suo padre è pallido e agitatissimo, le chiede di  mostrargli alcuni libri di animali, e si mette a sfogliarli ad uno ad uno nel tentativo di individuare una
somiglianza, un confronto, ma niente. Come dirà più volte, i suoi occhi si fermavano sul Gorilla, ma la bestia  che lui aveva visto era completamente diversa. Dopo il racconto, la famiglia di Oddo spinge l’uomo ad
avvertire le autorità. Carabinieri e Guardia Forestale sembrano prendere molto sul serio il racconto del  testimone, tanto che organizzano immediatamente una battuta nei boschi. E’ Oddo a guidarli, e sebbene non
vedranno niente di anomalo, sentiranno fruscii e rumori di un grosso animale che sembra spiarli a distanza. Il giorno dopo arrivano a Scheggia degli esperti da Perugia e Firenze, intenzionati ad effettuare analisi e
rilevamenti sul posto. E’ ancora una volta Oddo a guidarli. Vengono montate telecamere, scattate fotografie e  viene prelevato un calco dell’impronta lasciata dal “mostro” sul terreno bagnato: l’orma è provvista di tre dita  anteriori e uno “sperone” posteriore, all’altezza del tallone. Dalla pronfondità della stessa, in seguito si
calcolerà un peso dell’animale di circa 170-180 Kg. L’altezza stimata, anche secondo le impressioni del  testimone, si aggirerebbe intorno ai 170 cm.
Proprio durante i rilevamenti, uno del team presente, di guardia alle Jeep, si accorge della presenza di  qualcosa intorno a loro. Spaventato, da’ l’allarme. Tutti salgono nelle auto e fanno ritorno in paese, lasciando
le attrezzature sul posto. Torneranno a recuperarle tempo dopo, facendo esplodere dei petardi nel bosco  circostante, nella speranza di scongiurare un attacco. All’altezza di circa 130 cm da terra, sulla corteccia degli
alberi, vengono rinvenuti (e prelevati) ciuffi di pelo color mogano. Il tutto verrà spedito al laboratorio di
Firenze per le analisi, dei cui risultati tuttavia non si saprà mai niente.
Due giorni dopo l’incontro “ravvicinato” con la creatura, Oddo riceve una visita inaspettata: un uomo, che si  identifica come un’autorità militare del capoluogo umbro, chiede a Oddo di raccontare alla stampa e alla gente, di avere visto, quel giorno, un orso. Oddo, un uomo integro e assolutamente schietto, risponde che non  dirà mai di avere visto un animale che non ha visto. Il suo interlocutore insiste, arrivando a dire che si tratta  di un argomento delicato e segreto. Oddo, ancora una volta, risponde che piuttosto che mentire, non dirà più  niente, visto che il caso che si sta creando intorno alla vicenda lo infastidisce non poco.

In quello stesso periodo un elicottero della polizia sorvola quotidianamente la zona compresa tra Gubbio e  Scheggia. Resterà in perlustrazione per un mese circa. E’ sempre dello stesso periodo un fatto curioso, che colpisce molto Oddo: l’uomo che gli si era presentato  come un’autorità, una sera, si trova al bar del paese. Sembra particolarmente cordiale, stringe amicizia con i  ragazzi del posto e paga da bere a tutti. Fino a tarda notte [fino all’ una circa n.d.r.] continua a pagare,  spendendo circa un milione di lire in bevande. Molti sentono i suoi inviti a brindare, e le parole “i soldi non  sono i miei” vengono notate da Oddo, andando a infittire il mistero di quello strano personaggio.
Non è passata nemmeno una settimana, gli abitanti del piccolo paese umbro si dividono tra l’agitazione e il
dubbio (molti di loro, di notte, avevano sentito delle urla acuta provenienti dai boschi vicini): ecco che,
allora, cominciano a comparire degli orsetti. Almeno sei, dislocati nei boschi della zona, in un raggio di 30  chilometri circa. Vengono avvistati da cacciatori, passanti, automobilisti. Sono degli orsi da parco, con tanto
di collare. Questo non impedisce tuttavia il panico tra la gente, come dimostra il caso di un uomo che, di  ritorno a casa con una busta di cibo, si vede inseguire per diversi metri dall’orso, fino a quando lo
spaventatissimo signore getta via la busta per poter correre più liberamente. L’orso, che era solo interessato al contenuto della busta, si ferma ad annusarla, e l’uomo capisce che quella “belva” non voleva di certo
sbranarlo. La presenza degli orsetti provoca però un ben diverso (e forse voluto) effetto: gli abitanti di  Scheggia cominciano a deridere Oddo, convinti che la “creatura pericolosa e sconosciuta” era solo un orso.
Ecco che l’uomo diviene oggetto di derisione e scherno, facendo crescere in lui un senso di delusione e  rabbia.
Ma che non si fosse trattato di un orsetto appare chiaro dalla presenza, oltre che dell’elicottero, di numerose  persone sparse per la zona, che si fermano per lungo tempo a parlare con i pastori della zona, facendogli
domande su domande. Le bocche rimangono chiuse anche per il senso di diffidenza e ambiguità che gli  interrogatori suscitano. Uno dei pastori, dopo l’ennesimo colloquio con uno di questi uomini – che gli  chiedeva a che ora avrebbe portato via le sue pecore – si insospettisce e, fingendo di andarsene, si nasconde  su una collina coperta di alberi, mettendosi in attesa. E’ allora che è testimone di un episodio strano: in una casa abbandonata nel bosco vi sono dei militari e un paio di dottori. Ad un certo punto giunge un elicottero,  che rimane sospeso sopra l’abitazione il tempo necessario per calare una sorta di gabbia, tirarla su e  andarsene. Da quel momento non succederà più niente nella zona, e anche quattro orsetti su sei verrano  prelevati e portati via. La notizia della loro presenza viene smentita e tutto sembra tornare normale. Con  molti dubbi che rimangono nella mente degli abitanti di Scheggia. E, forse, qualcuno comincia a ricredersi  sulla veridicità del racconto di Oddo Brunamonti.

CRONOLOGIA
fine aprile 1997 – un pastore viene attaccato da un essere con “due occhi luminosi” che esce dal bosco. Si  salva solo grazie al suo fedele cane maremmano, che attacca la creatura ma resterà ucciso.
aprile/maggio 1997 – un cacciatore della zona, nel bosco con i suoi cani, avvista un animale da lontano, che  si muoveva con andatura scimmiesca. I cani, terrorizzati, fuggono e si rifugiano nella Jeep del cacciatore.
aprile/maggio 1997 – quaranta pecore vengono trovate morte, con il cranio schiacciato.
7-8 (circa) maggio 1997 – Oddo Brunamonti, mentre tagliava la legna nel bosco, vede un gruppo di cavalli  fuggire terrorizzati. In lontananza, l’uomo sente uno strano urlo. Pensando che ci possa essere un lupo in  giro, Oddo si ripromette di avvertire le aziende limitrofe.
11 maggio 1997 – Oddo Brunamonti, mentre raccoglie la legna, nota una strana creatura che lo osserva dal  bosco. Di lì a poco verrà attaccato e se la vedrà a poca distanza dall’auto, anche se per pochi attimi. Tornato a
casa, Oddo avverte Carabinieri e Guardia Forestale, che si mobilitano immediatamente

12 maggio 1997 – Esperti da Perugia e Firenze giungono sul posto per cercare tracce dell’essere. Viene fatto  il calco di un’ impronta, vengono trovati ciuffi di pelo sugli alberi, e alcuni fruscii mettono in allarme
l’equipe. Tutti salgono nelle auto e fuggono, lasciando l’attrezzatura sul posto, che in seguito verrà  recuperata.
13 (circa) maggio 1997 – un uomo si presenta a Oddo e gli consiglia ufficialmente di dire che, nel bosco, ha  visto un orso. Oddo rifiuta di mentire.
14-15 (maggio) 1997 – da questo momento, per un mese, un elicottero della polizia sorvola costantemente i  boschi.
[circa nello stesso periodo] maggio 1997 – l’uomo che si era presentato a Oddo paga da bere a tutto il paese,  dicendo che i soldi “non sono i suoi”.
15-20 (circa) maggio 1997 – compaiono nei boschi sei orsetti da parco, e si sparge la voce che Oddo ha visto  un orso.
maggio 1997 – un uomo con una busta di cibo in mano viene inseguito da un orsetto. Preso dal panico, getta  via la busta e si accorge che l’animale cercava solo un po’ di cibo.
[nello stesso periodo e nei giorni seguenti] maggio 1997 – studiosi, ricercatori e altri personaggi interrogano  le persone della zona, specialmente i pastori, sulle loro abitudini di pascolo e di lavoro.
maggio/giugno 1997 – un pastore, insospettito per le domande che gli vengono rivolte, finge di andarsene ma  si rifugia nel bosco e attende. In una casa colonica attira la sua attenzione l’attività di due dottori,
presumibilmente veterinari. D’un tratto un elicottero si ferma sopra la casa, cala una gabbia e poi la tira su,  volando via. Altri testimoni affermano di aver visto l’elicottero che portava qualcosa attaccata alla carlinga.

maggio/giugno 1997 – due giorni dopo viene smentita la storia degli orsetti, che infatti vengono fatti sparire.

In collaborazione con : http://www.thexplan.net/

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