Le WOMEN@WORK tornano in libreria con LE VENE VORTICOSE

veneQuando l’ironia è femmina: un caleidoscopio di storie e di emozioni raccolte in occasione del concorso nazionale, organizzato nel 2013 dal gruppo letterario fondato e coordinato da Costanza Bondi.

Sabato 1 giugno – ore 17.30 – presentazione del libro al Caffè del Teatro Morlacchi di Perugia 

 http://www.gruppoletterariowomenatwork.com/category/le-vene-vorticose/

ANNA RITA FOSCHINI – classe 1959, single di ritorno, senza figli.Impiegata da sempre in una società di trasporto e servizi; amante della lettura, degli animali e curiosa delle tecnologie. Neofita della scrittura creativa, alla quale si è avvicinata da pochi mesi perché si è detta che non poteva indugiare oltre. Si diverte, sperimenta i generi più disparati e ringrazia coloro che le danno una mano a realizzare il suo sogno nel cassetto, in questo caso le signore Costanza e Viviana.

ANNA RITA LISCO – nasce a Bari nel 1978. Lavora con i numeri, essendo impiegata contabile, ma preferisce decisamente le lettere come passione. Nella propria vita ne avrà scritte un migliaio, indirizzate a centinaia di pen pals, sparsi in Italia e nel mondo (la sua fotografia è diffusa in circa un’ottantina di paesi, ma fino a ora non è ancora ricercata). Oltre a imbucare le buste, scrive poesie e racconti che si diverte a inviare ai concorsi letterari per ottenere riconoscimenti che, a volte, arrivano. Ha un marito e un bambino, che cresce con infinita-ita-ita pazienza.

ANTONIO ESPOSITO – nasce in provincia di Avellino poco più di cinquant’anni orsono. Si trasferisce a Milano per gli studi universitari e si laurea in Medicina e Chirurgia. Appassionato di arte pittorica, in particolar modo quella degli impressionisti francesi, e di letteratura giapponese, si diletta, in maniera del tutto amatoriale, nella scrittura di poesie, racconti brevi e aforismi ironici di carattere politico, che affida a numerosi quaderni a quadretti piuttosto che allo schermo del computer. Schivo e riservato, evita accuratamente social network e affini, preferendo ancora la “vecchia e-mail” per comunicare. Si imbatte nel gruppo delle WOMEN@WORK tramite conoscenze in comune con Costanza Bondi e decide, solo per questa volta, di esporsi pubblicamente con un suo scritto.

CHIARA BRESCHI – romana di adozione ma meridionale di nascita, di usi e di costumi, sangue normanno nell’aspetto e nelle vene. È un’impiegata quarantasettenne che alterna il passatempo della scrittura al proprio lavoro di ufficio. Nota al pubblico per una serie di articoli politici, scritti per riviste e blog specializzati, ha editato nel 2010 il suo primo romanzo nella collana delle WOMEN@WORK insieme a Costanza Bondi: L’AMANTE DI LADY CHAT, cose di Facebook e dintorni, oggi alla seconda edizione.

CHRIS KINNIBURGH – nata a Londra nel mese di maggio 1960, vive nel Lazio da trent’anni. Laureata in Scienza, ha lavorato sia nel campo dell’aviazione che come insegnante di lingua inglese, scrittrice di testi accademici e traduttrice. Oltre al grande amore per i suoi cani, ha molte passioni, tra cui la natura, la buona cucina, i libri, il cinema, la pittura e la musica. Da sempre, ama scrivere racconti e poesie e nella propria vita, l’arte, in tutte le sue forme, è fondamentale. Il racconto in questa antologia è il primo a essere pubblicato.

CINZIA SPOSATO – ha esercitato per diversi anni la professione di avvocato; pentita, come l’avvocato Clamence di Camus, lo ha raggiunto ad Amsterdam, presso il bar Mexico-City, per affiancarlo nel difficile mestiere di giudice-penitente. All’arresto per ricettazione dello stesso Clamence, che cercava di piazzare il famoso quadro di Van Eyck “I giudici integri”, ha fatto ritorno in Italia con una valigia carica di bulbi. Attualmente, risiede a Perugia, dove coltiva tulipani, dedicandosi all’arte della scrittura. Esperta anche di free climbing da divano e palestra d’alcova, eccelle nella pratica di uno sport estremo: lo skateboarding nei recessi della mente umana; in certe spirali repentine, dove s’avvita il pensiero, ha rischiato più volte di spezzarsi l’osso del collo.

CRISTIANA IANNOTTA – nasce a Roma, dove attualmente risiede e dove si augura di rimanere. Indipendente senza macchina, si muove esclusivamente con i mezzi pubblici e non potrebbe mai vivere senza Trastevere, il Colosseo, le stupende fontane della Capitale e i fastidiosi sampietrini. Curiosa come tutti gli appartenenti ai segni d’aria, sperimenta stili di scrittura differenti passando dalla poesia ai racconti, dagli haiku ai romanzi, dagli aforismi alle ricette di cucina. Golosa di dolci e di emozioni, trascorre il suo tempo libero, sempre troppo poco, a scrivere e a gironzolare sulle linee intasate del web mentre gusta del cioccolato, rigorosamente fondente. I viaggi e le fotografie sono passioni che coltiva sporadicamente, ma solo perché il tempo non le vuole concedere in regalo più ore giornaliere. Ironica quanto basta, sa quando è il momento di tacere. Adesso.

COSTANZA BONDI – umbra, 45 anni, dopo aver assunto se stessa come datore di lavoro è penna da decenni nota nell’ambiente pubblicitario; ospite di vari blog politici e letterari; correttrice di bozze di stampa; coautrice e curatrice di numerosi libri di prosa e poesie, romanzi d’amore e racconti di vita; copywriter e ideatrice del marchio WOMEN@WORK; amante del cucinare-mangiare-bere in tutte le succulente possibilità che il dizionario gastronomico possa offrire: dalla A di arrosto… alla Z di zenzero!

ELISABETTA GIULIANI – è nata a Bari nel 1984. Ma forse sarebbe meglio invertire qualche cifra, si tratta piuttosto del 1894! Si forma infatti con strumenti d’altri tempi: il latino, le lingue romanze, la danza e la musica classica, la filosofia e gli studi al  conservatorio.
L’inevitabile update inizia quando arriva a Parigi e s’inserisce per caso nel mondo del marketing pubblicitario: diventa una storyteller.
Scrive per lavoro e tanto per passione, adottando lo pseudonimo misterioso de “La Plume de Paris”. Una piuma romantica, la sua, che strizzando l’occhio a Baudelaire prende ora la forma della poesia, ora della prosa.
Una cosa è certa, La Plume non scrive mai solo per se stessa, ma si rivolge sempre a un qualcuno. Che è già esistito o che deve forse ancora arrivare…

FRANCA RISO – nata a Trecase il 31/08/1961, sposata e madre di un creatore di videogiochi e di un rugbista, ha vissuto in varie città italiane apprezzando gli usi e i costumi della gente locale. Attualmente, vive e lavora a Borgorose (RI). Scrive perché proprio non le riesce di farne a meno. I suoi lavori sono stati pubblicati in diverse opere a tema.

GIULIA BASILEnocese (nata a Noci, in provincia di Bari) ma non nociva. E come potrebbe altrimenti, una arrivata al mondo nella primavera del ’45 all’insegna della pace e dell’amore? Docente per convinzione e scrittrice per passione fin dai banchi del liceo, divide le donne in due categorie: quelle ricche di humanitas che sanno ridere di sé e quelle che ridono degli altri. Il suo forte legarsi alla vita si esprime nel volontariato culturale e sociale (è stata anche sindaco), che la vede animatrice da 25 anni nel suo territorio. Ancor di più da quando ha sconfitto il cancro, si affida alla terapia della scrittura narrativa, poetica, seria e giocosa, in lingua e in vernacolo. Con le WOMEN@WORK, legata da “amorosi sensi” a Costanza, ha pubblicato Rendimi l’anima – Futura 2012 e l’antologia poetica Otto poetesse per otto poesie – Bertoni Editore.

GIULIANA LEONE – nasce nel capoluogo siciliano nel 1991. Perde la mamma che è ancora una bambina e si rifugia in quella scrittura che diventa, con il tempo, la sua passione e il suo obiettivo. Dopo essersi diplomata al liceo linguistico, si iscrive alla facoltà di Lettere. Tra studio e due lavori, non fa mancare mai una buona lettura. Ama gli animali, i libri e cimentarsi in ogni genere di scrittura. Nel 2012 prova il suo primo concorso di poesia, non vince ma arriva quarta su duecentocinquanta persone. Questa “quasi vittoria” la spinge a buttarsi a capofitto ancor di più nello scrivere, con la speranza che la sua strada sia tutta in salita.

LILA RIA – (Ilaria Pamio) nasce nel 1980 e, attualmente, vive a Cassano Magnago. Nel 2008 è stata recensita dalla rivista internazionale Storie – All Write – Leconte Editore, numero 62-63. Nel 2007 il racconto/leggenda metropolitana “Luce” è stato pubblicato nella rivista on line Prospektiva e nel 2010 il racconto “Nel nome del Padre” nella rivista musicale Youthless Fanzine#31. Nel 2010 alcune sue poesie sono state illustrate da dieci studenti del Biennio di Grafica dell’Accademia di Brera di Milano e hanno costituito un libro d’artista in esemplare unico.        Vincitrice del Premio Logos Perrone Editore nel 2010, con la poesia “[Visioni da una fotografia#2]”, scritta con lo pseudonimo Viola Rossi, ha pubblicato poesie in alcune antologie e ha partecipato a collettive artistiche. Dal Luglio 2010, collabora mensilmente alla rivista “VIVA MAG!” proponendo poesie associate a foto-collages della sorella Federica. Nella vita è customer assistant per la Emirates.

 LOLITA RINFORZI – Il nome “Lolita” desta da sempre curiosità, ma è autentico e nasce dalla scelta di suo padre, forse all’epoca un po’ bizzarra, dopo aver visto il film uscito nelle sale cinematografiche, proprio nell’anno della sua nascita. Nasce a Perugia il 20 luglio 1962, diplomata, impiegata amministrativa, lavora in mezzo ai numeri da sempre e, nella sua passione per lo scrivere, dà libero sfogo alla sensibilità e alla tenerezza delle emozioni che non possono essere espresse per ovvi motivi nella propria professione. Collabora con la redazione di un periodico locale che ha una tiratura di 12.000 copie. Ama la musica e il ballo, detesta la staticità. Si è anche improvvisata pittrice naïf, imparando da autodidatta l’uso dei colori a olio su tela. È affascinata da tutto ciò che arricchisce la propria persona e ha l’entusiasmo di una ragazzina nell’apprendere ciò che non conosce.             Scrivere è un piacere personale e, da poco tempo, ha scoperto la gioia di condividerlo con gli altri. Al momento, non ha pubblicazioni ufficiali all’attivo, ma spera presto di poter dar vita a questo desiderio.

 MARIATERESA CARDONE – detta familiarmente Mitti, nasce a Bari nel 1966, da padre giornalista e madre scrittrice a cui si presta a far da segretaria, assistente e correttrice di bozze. Si laurea in Giurisprudenza e dal 1991 si trasferisce in campagna per occuparsi di agricoltura biologica, circondata da cani e gatti che convivono in perfetta armonia. Il mix tra aria di campagna e aria di redazione respirata nella casa paterna provoca il nascere e il susseguirsi di tardive ispirazioni letterarie. Ogni persona incontrata, ogni sensazione provata, ogni fatto accaduto, danno il “la” per un racconto, un articolo, una fiaba. Il suo primo romanzo è sulle scrivanie di piccole e grandi case editrice italiane. Stato attuale: in attesa di risposte.

ROSSELLA BORIOSI – milanese per sbaglio, perugina per scelta, ha tre figli, un criceto e – talvolta – un marito, altrimenti residente all’estero. È più giovane di Monica Bellucci e, come lei, ha compiuto trent’anni un sacco di volte. Da due anni, cura un blog sul tema della genitorialità, “I miei tre figli sono figli unici”, ospitato dal web magazine del gruppo editoriale Condé Nast www.style.it. Nel novembre 2012 ha presentato a Umbrialibri la sua prima opera: “Tre figli unici: sopravvivere a brufoli, tabelline e adolescenza in un colpo solo” che ha avuto un inaspettato, quanto lusinghiero, apprezzamento da un pubblico lontanissimo dalla retorica sacrificale e dalla mistica della maternità. Deve essere perché, come dice sua sorella, quando arriva con la prole al seguito, alla gente si rattrappiscono le gonadi. Deve ancora decidere cosa farà da grande.

STEFANIA GIACARELLI – Roma, una calda mattina di agosto, città quasi deserta, anno 1957. Alle ore 6.30 due piccoli occhi verdi cercano quelli di colei che ha atteso di vedere per nove mesi. Il nome della bambina è Stefania, uno scricciolo di poco più di 2 chili. Ora non stiamo a fare tutta la cronologia, ché 55 anni sono tanti. Stefania adora scrivere, a scuola, dalle elementari al liceo, gli insegnati le fanno leggere i propri componimenti davanti alla classe. Sognava di diventare giornalista o scrittrice di romanzi, poi la vita ha preso altre pieghe: fa doppiaggio ormai da 32 anni, ma la passione per la scrittura non l’ha mai abbandonata e scrive ovunque, a qualsiasi ora del giorno o della notte le venga un’ispirazione… il suo compagno è sconcertato, ma rassegnato, a vederla scattare su dal letto anche alle 3 di mattina per mettersi a scrivere. Col tempo, Stefania ha capito che la forma a lei più congeniale è quella poetica.     Ha scritto un centinaio di poesie, alcune, presa dalla furia e non avendo altro a disposizione, anche su fazzolettini di carta o sul retro di scontrini. Vive nelle vicinanze di Roma, ha un figlio di 25 anni che adora,  un compagno che ama da 12 anni e una deliziosa gattina nera cieca di nome Titti. Riesce ancora a commuoversi davanti a un’alba o a un tramonto, ascoltando le onde del mare o guardando le evoluzioni delle rondini a primavera: insomma è una romantica fuori tempo, sebbene persona dal senso pratico e con una buona dose di ironia e autoironia.  Da qui, nasce la partecipazione a questa raccolta. È solita dire: «Non so ancora cosa farò da grande» perciò aspettiamo di sapere cos’altro inventerà. (Sono curiosa anche io).

VIVIANA PICCHIARELLI – classe ’79, nata sotto il segno dell’Acquario, ne rispecchia in maniera quasi imbarazzante i tratti distintivi. Cresciuta a pane, Nutella e Tv (quella pionieristica delle emittenti commerciali anni ’80), si definisce innamorata della danza e appassionata di cinema e di fotografia. È imprenditrice nel campo dell’internazionalizzazione e della localizzazione linguistica. Si dedica alla scrittura, narrativa in particolare, partecipando a numerosi concorsi letterari. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati nelle raccolte antologiche Tracce, a cura di Costanza Bondi (Bertoni Editore), Kronos, (Onirica Edizione), L’antologia Della Stronza (Occhi di Argo Editore), 77, Le Gambe Delle Donne (Braviautori.it) e Racconti di Romagna (Il Violino editore).

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