Elezioni 2012 – “Todi e Deruta : partita decisiva per il Governo Umbro”

di Ciuenlai

Dopo Gubbio il quadro è completo e si possono fare alcune considerazioni attorno alla recente tornata elettorale umbra..
1) I dati confermano la lenta, ma costante, crescita della destra, che, tornata dopo tornata, aggiunge nuove amministrazione al suo carnet. 4 anni fa l’ex polo governava un cittadino umbro ogni 18, oggi ne governa uno su 5.
2) Il centrosinistra regge benino in alcune zone tradizionali come l’alta Umbria, ma presenta pericolosi e continui scricchiolii nell’area più di frontiera tra le due coalizioni; quella della cosiddetta terza provincia. Dopo la perdita di Montefalco, due altre ex enclavi rosse (Bevagna e Trevi) sono state riconfermate per una manciata di voti, Nocera Umbra è tornata alla destra e in altre amministrazioni dove non si votava si sono registrate significative defezioni nelle Giunte e nei gruppi consiliari (Spoleto e Norcia).
3) Il Pd tiene i dati delle regionali a Gubbio e a Castello (dove però era già “retrocesso” ai livelli dei Ds) crolla ad Assisi, dimezzando i consensi e va, nel complesso, maluccio nei piccoli centri. Nonostante questo i suoi alleati, con l’eccezione dei socialisti che sono stati la vera seconda gamba della coalizione, non sfondano, Anzi … I risultati sono altalenanti, e consentono alla Fds e all’Idv di conservare una propria rappresentanza consiliare quasi dappertutto e a Sel di conquistarla solo in alcuni casi.
4) Per effetto di questo andamento “lento”, il centrosinistra denuncia un complessivo ed in alcuni casi preoccupante, arretramento in termini assoluti, in termini percentuali e rispetto al numero delle amministrazioni riconquistate o vinte. Tenuto conto che questa non è una eccezione , ma un processo che va ormai avanti da un lustro, occorrerebbe aprire una discussione sulle ragioni di questo trend negativo per trovare i possibili rimedi in grado di invertire la tendenza. Anche perchè tra un anno si vota nuovamente e si tratta di elezioni parziali di fondamentale importanza. Per la prima volta nella storia della seconda repubblica il centrosinistra umbro si trova ad affrontare una partita “fuori casa” e cioè partendo, prevalentemente, dall’opposizione. Una conferma di quel primo e importantissimo risultato delle destre (Todi e Deruta), significherebbe radicamento e potrebbe aprire la strada ad un tentativo convinto per un definitivo sfondamento, allargato ai grandi centri, nelle elezioni amministrative del 2014. La riconquista di questi comuni o perlomeno dei più importanti da parte del centrosinistra , costituirebbe invece un brusco stop a questo disegno e un ritorno all’antica e immobile “Umbria rossa”. La posta in gioco è quindi notevole. Per questo ritengo che fare, per l’ennesima volta, le orecchie da mercante, potrebbe essere molto pericoloso per il centrosinistra, che dovrebbe, invece da subito, mettersi al lavoro per:
a) Costruire programmi alternativi nelle città che vanno al voto il prossimo anno;
b) Risolvere per tempo con scelte di rinnovamento, o anche attraverso le primarie, la questione delle candidature;
c) Ritrovare uno spirito unitario e di squadra in tutta la Regione.

Facile a dirsi, semplice a comprendersi, difficile a farsi.

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