Crisi di Governo in Libano: Hezbollah prepara il colpo di stato?

di Matteo Bressan

La crisi del già fragile Governo Hariri innescata dalle dimissioni di ben undici Ministri dell’opposizione sui trenta che compongono l’esecutivo sembra rappresentare una delle due opzioni in mano ad Hezbollah per fermare le ormai prossime accuse del Tribunale Speciale che indaga sull’omicidio del Premier Rafiq Hariri.
Di fatto con le dimissioni di un terzo dei Ministri il Presidente Michel Sleiman è obbligato a verificare le disponibilità di tutte le forze politiche per creare un nuovo esecutivo.
È chiaro a questo punto che l’obiettivo del Partito di Dio, che ha sempre visto il Tribunale come un’ingerenza dello stato ebraico nella vita politica libanese, sarebbe pronto a giocare la sua vitale partita affinché il nuovo esecutivo possa assumere una minore determinazione nel rispettare le ormai imminenti accuse della Corte.
Lo stessa dichiarazione dei Ministri dimissionari pubblicata sul sito Al – Manar, canale televisivo di Hezbollah, segna un possibile punto di non ritorno nella fase delle trattative e dell’ unità nazionale.
Vengono rivolti infatti dei precisi ringraziamenti al ruolo di mediazione svolto da Arabia Saudita e Siria nel tentativo di ridimensionare gli effetti dell’attività del Tribunale Speciale.
Allo stesso tempo però si riconosce il fallimento dell’azione dei due principali “padrini” della stabilità libanese e si punto il dito su quelle forze politiche, sostenute dagli Stati Uniti e da Israele, che avrebbero perso l’occasione di sottrarre il Libano dalla destabilizzazione.
Il messaggio dei Ministri dimissionari, così come la fase politica che si andrà a delineare nelle prossime ore potrebbe far sperare in una soluzione politica dell’attuale crisi ma allo stesso tempo non si può non denunciare con preoccupazione quali semi di rinnovata discordia si siano lanciati in queste ore.
Il passo dall’accusa di responsabilità politica delle forze, che a detta dell’opposizione guidata da Hezbollah avrebbero reso impossibile l’unità nazionale del Libano, alla discriminazione delle stesse potrebbe essere breve. Rapida e concretizzabile in poche ore invece potrebbero essere la presa del potere da parte di Hezbollah.
Non è infatti una novità che la seconda opzione in mano al partito di Dio per uscire dal vicolo cieco della probabile condanna del Tribunale sia quella di attuare una rapida presa del potere, facilitata dal grandissimo arsenale militare fornito in questi anni da Siria e Iran.
È bene ricordare che un simile scenario metterebbe seriamente a rischio la componente cristiano maronita della popolazione libanese che perderebbe in pochissimo tempo qualsiasi tutela e garanzia proprio in un momento così difficile per le minoranze cristiane del Medio Oriente.

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