REGIONE UMBRIA, POLITICA, RIFORME, SANITÀ, QUALE FUTURO?

di Sandra Monacelli Presidente gruppo consiliare “Casini – Unione di Centro”

L’aggrovigliarsi di inchieste giudiziarie esplose in ambiti diversi dell’Umbria, sulle quali vige pur sempre il principio che nessuno è colpevole fino all’accertamento della verità, induce a riflettere sull’esistenza di un sistema politico, evidentemente logorato dal troppo esercizio del potere, che anche per gli eccessivi condizionamenti e divisioni interne alle forze che lo compongono, non riesce a concretizzare l’atteso cambio di passo nelle scelte decisionali della nostra regione. ll motore vero di quei, fino ad oggi, “piccoli ritocchi” di facciata, quali sono stati ad esempio la riduzione delle tre direzioni regionali e i tagli operati sugli stipendi dei direttori stessi, ai quali si sono aggiunti i provvedimenti per definire la nomina dei primari negli ospedali e l’individuazione dei criteri per la selezione dei direttori generali, sembrano stati dettati non tanto dal riconoscimento di uno stato di inadeguatezza, ma dalla risposta ai dubbi accesi con l’inchiesta sulla sanità. È innegabile il caos politico che si è venuto a determinare anche per le lacerazioni interne ai partiti, le divisioni, le inquietudini, persino le eccessive contrattazioni entro le quali continua a rimanere invischiata la mancata nomina dell’assessore alla Sanità, che travolta prima dallo tsunami giudiziario, patisce ora una vivace rincorsa stile “albero della cuccagna”. Velati dai tatticismi, emergono però tutti gli appetiti stimolati dall’ambìto portafoglio più consistente dell’Umbria, da parte di chi ci aspira anche se non può dirlo apertis verbis. In questo baillame, c’è anche chi sa che non può arrivarci, come la volpe con l’uva, ma non ha la sapienza di tacere e sfoga l’insoddisfatto desiderio di potere dilettandosi a pontificare saggi consigli alla Presidente. È noto che l’Italia è il Paese dove siamo tutti bravi a fare il ct della nazionale di calcio… ma sarebbe opportuno che ognuno facesse il suo lavoro, nel rispetto del luogo nel quale i voti degli elettori l’hanno posto a svolgere le funzioni che il mandato compete, vincendo, magari, la smania di occuparsi delle questioni che attengono differenti ruoli…

Dalla Presidente Marini, che nel lontano 19 ottobre 2010 ha assunto ad interim la delega alla sanità, ci si attende la virata indispensabile per ridefinire la mission di un sistema che deve cogliere l’occasione per riprogettarsi, strutturandosi territorialmente in maniera organica e riorganizzando la propria rete ospedaliera. Sicuramente questa lunga permanenza della delega nelle sue mani attesta ormai la preoccupante gravità di una situazione che per evitare altri passi falsi è affrontabile esclusivamente con una gestione commissariale…

A questo punto ritengo che la scelta della Marini sia il preoccupato frutto di una scelta politica e non la conseguenza di una non-scelta, causata dall’overdose di pretendenti. Mi impensierisce, nell’avviato dibattito sulla sanità, l’assenza di analisi e di terapia su un sistema che va ri-programmato, mentre non riesce ad appassionarmi affatto la noiosa telenovela attorno ad un assessorato da nominare, che tra buoni consigli e voci a vario titolo “interessate”, insinua il sospetto che si possa parlare per conto di terzi…

Sandra Monacelli Presidente gruppo consiliare “Casini – Unione di Centro”

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