Bersani e la lampada di Aladino

lampadaVi ricordate la “Lampada di Aladino”? Ebbene, Bersani (nelle vesti del giovane perdigiorno della fiaba) crede di averla trovata nelle urne, con la quasi-sconfitta di febbraio 2013. Solo che, pur sfregandola furiosamente, il Genio che la abita si rifiuta di affacciarsi e di mettersi a disposizione del disperato “Pigì”, per tramutare Grillo in Biancaneve! Incaricato (o “caricato”) a metà, cioè “a salve”, da un prudentissimo Giorgio Napolitano (che non ne vuole sapere di fare il Pietro Micca della situazione, dando fuoco all’arsenale della politica), Bersani se la deve vedere con un rompicapo a tre (Pd, Pdl e M5S), in cui nessuno dei tre ermafroditi politici intende maritarsi all’altro.

Se foste Voi l’inquilino del Quirinale, come fareste a quadrare il cerchio di una maggioranza di Governo? Se vi interessa sapere la mia, io agirei con il metodo del “dispetto”, dando l’incarico a una personalità designata da Grillo. Infatti, per chi “non ha più l’età”, come me, la storia politica d’Italia insegna che la Dc, partito di maggioranza relativa per quasi mezzo secolo, seppe più di una volta rinunciare a guidare il Governo, lasciando che fosse l’esponente di spicco di un partito minore della sua colazione a presiedere il Consiglio dei Ministri. Così fu per Spadolini e Craxi, tanto per fare due nomi noti.

Certo, in questo caso specifico, la prospettiva è ribaltata: prima viene il Partito minore (M5S) e poi la coalizione, con il Pd, presumibilmente, visto che anche Grillo avrebbe bisogno di un patto di maggioranza per fare le sue riforme. Ovvio che le cose da fare starebbero nell’insieme d’intersezione tra le “lenzuolate” in otto punti di Bersani (con una cinquantina di subordinate!) e i venti capisaldi di M5S.

Personalmente, vedrei bene Giovanni Sartori, che se ne intende meglio di molti altri di leggi elettorali e di riforme istituzionali, a svolgere il ruolo di Premier a tempo, per un Governo M5S-Pd. Sento già un coro di proteste: “Mica sarai matto?”. Direi di no, onestamente. Perché, in fondo, è come mettere vicini materia e antimateria.

Al prossimo giro di giostra, vedrete, non esisterà più nessuno dei due. Pensate a quali soluzioni i due “alleati” per forza potrebbero individuare, per fronteggiare la crisi dell’euro, rilanciare l’occupazione, la meritocrazia, abbattere i costi della politica,riformare la Costituzione, abolire le province, cancellare il bicameralismo perfetto,varare una legge elettorale decente e dimezzare il numero dei parlamentari. Assisteremmo a uno spettacolo quotidiano di fuochi di artificio, con i boiardi giovani e anziani del Pd messi alla gogna dai loro incontrollabili alleati, che aprirebbero falle devastanti nella chiglia di quel “Bounty”, rappresentato dall’apparato di partito del Pd, pronto ad ammutinarsi, appena il suo sfortunato capitano avrà finito di imbarcare l’ennesimo sberleffo grillino.

È chiaro, quindi, che questo matrimonio contro natura non si farà, altrimenti il centro-destra dilagherebbe alle prossime elezioni, con o senza la guida di Berlusconi. Certo, se Napolitano potesse dare l’incarico a se stesso di guidare il Governo, forse i giochi si chiuderebbero.

Però, lo potrebbe incaricare legittimamente il suo successore se, grazie alle dimissioni anticipate di un mese di “Re Giorgio”, si aprisse nell’immediato la sua successione al Quirinale. Direte: “Ma come ti vengono?”.

Beh, nessuno, a quanto pare, ha mai inventato l’acqua calda (anche perché in natura abbonda.): io, semplicemente, guardo strabiliato al giochino dell’alternanza tra Putin e Medvedev, che giocano a scambiarsi il ruolo di Presidente e di Premier della Grande Madre Russia. In fondo, Presidente Napolitano, non Le riconoscono tutti, ma proprio tutti i protagonisti di questa martoriata vicenda politica, la saggezza che loro non hanno?

Lei ha avuto mille volte ragione a sconsigliare a Monti (che doveva succederLe nel più alto scranno della Repubblica!) di diventare parte in causa, prima candidandosi da senatore a vita (!) e poi creando un centrino, che assomiglia a un cubo magico che non si incastra mai! Sono stati il Professore e Ingroia (Giannino ha solo incasinato Berlusconi, in fondo.) ad aver tolto al Pd la soddisfazione di una vittoria “tonda”! Ulteriore alternativa?

Oddio, un bel colpo di coda, con un incarico a sorpresa a Renzi, per fare il “Governissimo”, Lei come lo vedrebbe, Presidente?

Maurizio Bonanni

 

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