Posts Tagged ‘cutini’

Cultura: Perugia 1416 incontra la città

7 marzo 2017

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Fima, accordo Ue-Marocco: l’ agricoltura italiana e’ stanca di essere barattata

21 febbraio 2012

di Floriana Cutini

“La notizia che giunge in questi giorni dal Parlamento europeo dimostra, attraverso la spaccatura sull’ accordo Ue – Marocco, la sconfitta dell’ agricoltura italiana. Perdono gli agricoltori del sud Europa e vincono ancora una volta i Governi e i “poteri forti del nord”, schierati contro l’agricoltura mediterranea con il sostegno dei parlamentari del PPE tra cui la Muscardini, vice presidente della Commissione commercio internazionale, a cui il Presidente Fini farebbe bene a chiedere conto del suo operato a difesa di tali accordi, che sarebbero stati stipulati per favorire la transizione democratica del Marocco, ma che accelerano e aggravano enormemente gli spazi di una non controllabile nuova povertà nel nostro Paese e negli altri paesi europei del Mediterraneo”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della Fima, Federazione Italiana Movimenti Agricoli, nata per tutelare l’ agricoltura italiana.

 

L’ accordo prevede l’apertura delle frontiere europee ai prodotti marocchini dell’agricoltura e della pesca, in particolare l’importazione di olio, cereali, agrumi e di ortofrutta, a fronte di esportazione dall’ Europa di tecnologie industriali e in cambio di ulteriori commesse di opere pubbliche. Già in passato l’ agricoltura era stata oggetto di baratto a favore dell’ industria meccanica italiana ed europea. Così, in assenza di una politica agricola valida, al di là degli slogan, i nostri prodotti saranno costretti a competere al ribasso, in una situazione di crisi economica e sociale devastante che colpisce tutti i Paesi Europei del Mediterraneo.

 

“Noi non possiamo consentire – conclude il coordinatore – che si distrugga deliberatamente l’agricoltura del nostro Paese e si azzeri la prospettiva di un rilancio produttivo dell’economia agraria delle Regioni del Mezzogiorno, senza un’ adeguata politica di compensazione e senza tener conto dei drammi causati a centinaia di migliaia di agricoltori, condannati così alla rovina. Nella revisione della PAC occorre rispettare i principi sanciti nei trattati istitutivi, che prevedono di assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola migliorando il reddito individuale di coloro che lavorano nell’ agricoltura. Un reddito che in Italia e’ già calato del 35 per cento negli ultimi dieci anni. Ogni accordo di questo tipo, non condiviso e non votato dai Parlamentari dei Paesi UE Mediterranei, fa certamente gli interessi di alcune grandi lobby ma si pone in conflitto con l’economia reale di tutti i Paesi Mediterranei e in contrasto con il diritto comunitario”.

 

Divisione dei Movimenti dei Forconi uniti per uno stesso scopo

21 febbraio 2012

Floriana Cutini

di Floriana Cutini

In Sicilia è chiaro abbiamo due Movimenti dei Forconi, uno di Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata, l’altro di Morsello, entrambi ne rivendicano l’ufficialità. Sono partiti assieme,oggi sono divisi, non è sulla lotta ma sull’ ideologia, Martino Morsello “tradizionalista e socialista” appoggiato da Forza Nuova, l’altro di Giuseppe Scarlata e Mariano Ferro si può definire quasi “progressista”… Due modi di vedere la politica che sono diversi con Morsello appoggiato da Forza Nuova, e gli altri Scarlata e Ferro, contrari a qualsiasi atto di “speculazione politica”. All’inizio, non erano certo centomila, e la costituzione del movimento non è nemmeno tanto recente, come i giornali vorrebbero farci credere; I Forconi non hanno avuto, nessun partito dalla loro parte, ormai la politica è impegnata ad appoggiare “la nuova dittatura bancaria”, non hanno nessun sostegno, eppure hanno dimostrato, una notevole capacità organizzativa e di controllo,e soprattutto autocontrollo, non è facile coordinare tanta gente, tante categorie di persone esasperate per giorni senza tragedie. Per molto tempo il silenzio mediatico è stato assoluto, l’oscurantismo del potere, o la volontà di eclissare un fenomeno che si stà affermando sotto lo sguardo disattento di tutta la politica, ha tenuto la gente lontana dalla verità dei fatti. La valenza sociale, anche dottrinaria (conducono una protesta antisistema), non è affatto da sottovalutare; contadini, autotrasportatori,si sono mossi per primi come categorie, ad essi immediatamente si sono affiancati “corpi sociali naturali”come i Pastori Sardi, e gli studenti, tutti uniti nel gridare contro l’inganno dei sindacati e della partitocrazia attuale, che sembra ridotta all’ “autocelebrazione” e al sostegno di un regime bancario”.Ormai è chiara, la netta contrapposizione che ne è nata, tra coloro che rappresentano interessi corporativi nazionali, e quelli che invece sostengono la massificazione bancaria-burocratica. Il silenzio, il distacco dalla realtà di questa politica, pronta a sostenere anche contro voglia un Governo fatto di Banchieri, ci fà chiedere quanto fino ad oggi per amore del potere si abbia abusato della parola popolo, i signori del potere si ricordino che non è in atto una lotta di classe ma di popolo, quello a cui inneggiano durante il periodo elettorale per farsi eleggere al potere!

 

Nasce “Simply Med”, “Sosteniamo la giusta battaglia del Ministro e di Coldiretti contro ogni forma di contraffazione nel settore eno-agro-alimentare

3 febbraio 2012

Gli alimenti italiani potrebbero essere contrassegnati da chip in grado di limitare le contraffazioni del Made in Italy che incidono sull’economia nazionale per circa 80 miliardi. Lo ha dichiarato il ministro Mario Catania che ha ricevuto il plauso dal presidente di Coldiretti Sergio Marini e dall’organizzazione che ha dato vita a Simply Med, il primo Brand Etico nel mondo Alimentare in relazione ai prodotti della Dieta Mediterranea(www.dispensasimplymed.it). “Sosteniamo la giusta battaglia del Ministro e di Coldiretti contro ogni forma di contraffazione nel settore eno-agro-alimentare – ha dichiarato la giovanissima Silvia Lanzafame Amministratore Delegato della Dieta Mediterranea srl. Questa battaglia per la legalità interpreta perfettamente lo spirito del nostro Brand Etico “Simply Med” che vuole essere un sigillo 100% ITALIA sui prodotti che identificano la Dieta Mediterranea oggi anche patrimonio UNESCO. Simply Med è stato istituito dalla nostra organizzazione per essere parte attiva di una battaglia per la legittimità in un settore che, come ha ben affermato il Presidente di Coldiretti Marini, frutta oltre 80 miliardi di Euro. Si tratta del lavoro di noi giovani e del nostro futuro. Stiamo investendo moltissimo nel concetto di Dieta Mediterranea = 100% Italia perché intendiamo fare del Cibo Sano il primo biglietto da visita di noi giovani italiani nel mondo”.

MONTE SANTA MARIA TIBERINA TUTTO PRONTO PER LA FESTA D’AUTUNNO

7 ottobre 2011

Cambia la stagione e ritorna la Festa d’autunno di Monte Santa Maria Tiberina, in scena nel piccolo borgo umbro dal 14 al 16 ottobre. Protagonisti della manifestazione, promossa dalla proloco presieduta da Rinaldo Mancini, saranno i prodotti del bosco, dalle castagne ai funghi, insieme all’arte e al folclore. “Questa festa – ha spiegato Mancini – nasce per coniugare la promozione dei prodotti tipici, la valorizzazione dell’artigianato locale insieme alla promulgazione della millenaria storia del nostro piccolo paese”.

Questi, in sintesi, i tre temi intorno ai quali si snoda il ricco programma. Si parte venerdì 14 ottobre con la cena storica in costume, al castello Bourbon del Monte, dedicata all’Oriente, che ispira il menù come l’intrattenimento: dalle ballerine del ventre all’esibizione dell’associazione musicale Francesco Petrarca di San Sepolcro. Il giorno dopo, sabato 15, entra in scaletta il secondo grande protagonista di questa quindicesima edizione, l’artigianato locale, con l’apertura della suggestive botteghe artigiane. Un’occasione, questa, per riscoprire i manufatti realizzati dagli artigiani e dai tanti hobbisti locali del legno, del vetro e della ceramica. Prima e dopo la cena delle 19, nella storica Taverna del Gatto, le strade del piccolo borgo saranno animate dalle suggestive esibizione degli artisti di strada e dei saltimbanchi dei musicanti di San Crispino di Faenza e della compagnia dei balestrieri della città di Assisi. A chiudere, alle 21, il maestoso spettacolo del gruppo Fuoco, sempre della compagnia balestrieri della città di Assisi.

Per informazioni e prenotazioni: www.prolocomonte.it – 338.8422130

Musica sapori e arte a “Corciano Castello di Vino”

29 settembre 2011

Venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 ottobre 2011 l’antico e bellissimo borgo di Corciano ospita la prima edizione di Corciano castello di vino, un evento creato con l’obiettivo di sostenere e qualificare il paese di Corciano attraverso la riscoperta e il recupero di tradizioni vinicole del territorio umbro. La manifestazione, promossa da tre importanti associazioni locali: APD Corciano, Filarmonica Corciano, Pro loco di Corciano, si svolgerà all’interno delle antiche vie medievali del paese di Corciano, adeguato scenario storico-artistico per ospitare un evento che valorizza un prodotto che ha forti radici nella storia del paese.  Corciano castello di vino è un percorso sensoriale itinerante rivolto a tutti gli amanti del buon vino e delle tradizioni. I visitatori potranno degustare gratuitamente i diversi vini delle sei cantine umbre che per l’occasione allestiranno spazi personali, distribuiti per le vie del paese. Inoltre sarà possibile assaporare le numerose delizie locali grazie a piccoli corner, punti di ristoro all’aperto distribuiti per le vie del borgo: La Bruschetta, La Forneria, La Castagna, Il Tagliere, L’Mostacciòlo e La Pasqualina (le tappe ai corner sono a pagamento).

Per info: www.corcianocastellodivino.it

E-mail: info@corcianocastellodivino.it/ufficiostampa@corcianocastellodivino.it

 

Young Jazz Museum Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Spello, Trevi

23 maggio 2011

25 – 29 maggio 2011

Anche per l’edizione 2011 di YOUNG JAZZ FESTIVAL si ripete il felice evento nell’evento di Young Jazz Museum, che tanto successo ha registrato nella scorsa edizione. Un connubio tra arte, musica e cultura, nato dalla collaborazione tra l’Associazione culturale Young Jazz e la società Sistema Museo. Young Jazz Museum diventa l’occasione per scoprire giovani talenti del jazz, quali Bojan Z, Oren Marshall, il gruppo El Portal, il duo Discantus e i Girodibanda. Ad apertura di tutti i concerti sono previste anche visite guidate gratuite alle collezioni museali e ai circuito culturali per scoprire le eccellenze artistiche di alcune tra le città più affascinanti dell’Umbria. Le visite sono su prenotazione fino ad esaurimento posti: Sistema Museotel. 0742.360031

Bojan Z

IL PROGRAMMA

mercoledì 25 maggio – ore 11.00 – Spello, auditorium Adolfo Broegg – Incontro con lo strumento: il contrabbasso – Joe Rehmer

ore 16.00 – Spello, centro storico – visita guidata “Spello, città Riaperta”. Monumenti, chiese, siti archeologici e bellezze naturali tornano a splendere

ore 17.30 – Spello, Piazzetta della Loggia – Palazzo Urbani Acuti – Concerto: El Portal

giovedì 26 maggio ore 11.15 – Montefalco, Complesso museale di San Francesco Incontro con lo strumento: il pianoforte – Giovanni Guidi

ore 16.00 – Montefalco, Complesso museale di San Francesco visita guidata “Ciclo d’affreschi di Benozzo Gozzoli”

ore 20.00 – Montefalco, Complesso museale di San Francesco JAZZ DINNER a cura di “BenozzoCafè” Caffè letterario

ore 21.30 – Montefalco, Complesso museale di San Francesco Concerto: Bojan Z (piano solo)

venerdì 27 maggio ore 11.00 – Bevagna, Istituto Comprensivo “Ugo Marini” Incontro con lo strumento: il sax tenore e le ance – Dan Kinzelman

ore 16.00 – Bevagna visita guidata “Circuito culturale dei Mestieri Medievali”

ore 17.30 – Bevagna, ex Chiesa di Santa Maria Laurentia Concerto: Oren Marshall

sabato 28 maggio ore 11.00 – Trevi, Istituto Comprensivo “T. Valenti” Incontro con lo strumento: la chitarra Francesco Diodati

ore 16.00 – Trevi visita guidata al circuito museale “Dentro le mura”: Villa Fabbri, Teatro Clitunno, Duomo di Sant’Emiliano

ore 17.30 – Trevi, Chiesa di San Francesco Concerto: Discantus (organo + clarinetto)

domenica 29 maggio ore 10.00 – Gualdo Cattaneo visita guidata “Rocca Sonora”

ore 12.00 – Gualdo Cattaneo, Rocca Sonora “La Grande Abbuffata” a cura di “Ristorante da Graziella – Villa del Marchese” di Ponti Graziella, con la musica dei Girodibanda

Per info generali: www.youngjazz.it

Per info e prenotazioni

Infoline Sistema Museo 199 151 123* (dal lunedì al venerdì, 9.00 – 17.00) infoline@sistemamuseo.ithttp://www.sistemamuseo.it

Spezzatino in crema di cipolle e tartufo nero

11 maggio 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Siamo malgrado gli sbalzi climatici in primavera e ieri passeggiando nel mio orticello ho notato le cipolline fresche. In terra umbra sarebbe un peccato aspettare che diventino un bel bulbo acre e pungente dalle mille proprietà. Quindi ho pensato bene di preparare per tutti noi una ricetta nata per caso. Un bello stracotto di vitello e maiale in crema di cipolle, con tartufo. Tutti prodotti della nostra terra e che raramente vengono accostati,provate questo strano abbinamento vi lascerà entusiasti. Innanzi tutto Fatevi preparare dal vostro macellaio un bello spezzatino metà di vitello e metà di maiale, non posso indicare le quantità precise ma all’incirca 100 gr a persona. Lavate lo spezzatino,e fatelo saltare in una padella con una noce di burro e un pizzico di pepe. Niente sale mi raccomando,aggiungete una carota e un po’ di sedano e fatelo andare fino a che avrà tirato fuori un po’ d’acqua. Mentre la carne è sul fuoco con un apposito attrezzo affettate sottilmente le cipolle, ne dovrebbero bastare circa mezzo chilo, devono essere tagliate a rondelle sottili,si devono completamente disfare nella cottura. Ora togliete la carne dal fuoco,eliminate l’acqua della carne e sedano e carota, aggiungete ancora un po’ di burro nella pentola e buttate le cipolle,non devono soffriggere,ma solo appassire,appena avranno ceduto parte dei propri liquidi salate carne e salsa,ma non troppo. Attenzione al sale mi raccomando deve essere dosato in maniera equilibrata altrimenti il piatto risulterà o dolciastro o troppo saporito e quindi comunque immangiabile. Fate andare a fiamma bassissima per circa dieci minuti e poi aggiungete un bicchiere di latte o comunque quel che serve a coprire la carne. Fate bollire a lungo e lentamente come se fosse uno stracotto aggiungendo eventualmente altro latte. Fate ritirare la salsa, togliete la carne e frullate accuratamente la crema di cipolle, aggiungete un micron di noce moscata e abbondante tartufo nero grattugiato,portate per un attimo ad ebollizione,solo ed esclusivamente per sprigionare l’’aroma del tartufo e servite sulla carne…. Divino…. Bonne appetit con i prodotti della nostra terra una ricetta che sa di internazionalità…

OSSO DEL PROSCIUTTO CON FAGIOLI E PATATE

4 febbraio 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Visto che ho appena iniziato ad andare in palestra, per ovvi motivi… Ovvero evitare di rotolare se mai dovessi inciampare, qui a casa si sta mangiando sano. Per esempio stasera quiche al brie, fontina, taleggio con pezzettini di salciccia, giusto per darvi un’idea ! In realtà non sono davvero così grassa come dico, e non si mangia sempre così a casa mia… Però a casa mia si cucina, si mette attenzione e tempo nella preparazione di ogni pasto. Domani ad

Cantina Cutini

esempio mangeremo qualcosa per cui ci vogliono almeno dieci ore di preparazione. Ormai avrete ben capito che mi piace mangiare solo cose di cui conosco la provenienza, anche perché vivendo in campagna me lo posso anche permettere. In questi giorni abbiamo finito un prosciutto, uno dei nostri, fatto in casa e fatto alla maniera umbra ovvero salato da mangiare col pane sciocco. Ovviamente saprete bene che quando si arriva all’osso diventa difficile tagliare anche quello, per cui il prosciutto si gira e si comincia a tagliare dall’altra parte, tra l’altro una delle migliori occasioni per fare la torta al testo. Ma quando ormai il siamo alla fine di questa delizia, sapete cosa fanno le famiglie contadine? Ebbene signori mangiano il prosciutto rimanente stufato con patate o fagioli…

Ecco domani mangerò l’osso del prosciutto con le patate.

Si mette a bagno l’osso e lo si lascia in ammollo per un paio di giorni. A questo punto si pulisce da eventuali irrancidimenti e si mette a bollire in una pentola capiente schiumando man mano per almeno un paio di ore. Passate due ore si scola e si lava sotto l’acqua corrente. Si rimette di nuovo a bollire con acqua fredda fino a quando la cotenna e la carne rimasta non si bucano facilmente. Si passa ancora sotto l’acqua corrente e si pulisce e si taglia a dadini. Non so se lo

olio San Potente

avete mai assaggiato, ma il prosciutto così è veramente  buono anche se molto filaccioso,  e passatemi il termine, lo so che si dovrebbe scrivere tenace, ma non rende affatto l’idea. Ora vanno capate e tagliate a pezzi anche le patate, in pezzi non troppo piccoli, si prepara un fondo con sedano carota e cipolla e olio. Soffritto il fondo di cottura si aggiungono le patate e si fanno insaporire, si butta il prosciutto tagliato a dadini, si  fa andare per qualche minuto e infine si unisce la passata di pomodoro. Si fa andare allungando con acqua bollente salata fino a cottura delle patate, il sugo va assaggiato e aggiustato di sale e pepe solo alla fine pepe e sale perché altrimenti potrebbe risultare toppo salato. Un piatto decisamente contadino,  con un sapore caratteristico e da accostare a un buon bicchiere di vino.

 

 

 

L’Umbria delle tradizioni millenarie, i sapori della storia: La torta al testo.

11 gennaio 2011

di Elena Proietti

http://oracolodiapollo.blogspot.com/

Torta sul Testo

Guardandoci intorno ancora oggi possiamo vedere quanto la verde Umbria sia legata alle tradizioni. Con i suoi paesini da cartolina,come Spello, Trevi o Bevagna, che si ergono come gemme da un terreno ricco di doni della natura, il nostro territorio appare come cristallizzato nel tempo. Passeggiando tranquillamente possiamo ovunque ritrovare le vestigia di un passato a volte difficile a volte glorioso. Ancora oggi nella nostra ricchissima tradizione culinaria sopravvivono ricordi dell’era degli etruschi e dei romani che per primi colonizzarono con tracce significative l’Umbria. La gente umbra, quella vera, ama i sapori semplici e ruvidi della terra, i sapori dei suoi insaccati, dei suoi formaggi e delle erbe selvatiche. E da queste rustiche abitudini nasce uno dei cibi più rappresentativi e antichi dell’Umbria: la torta al testo. Sin dall’antichità si era, infatti, usi mangiare pani impastati con varie farine e cotti su testi arroventati. All’inizio erano focacce di farina di farro o altri cereali selvatici miscelati con l’acqua e cotti sulle pietre dei bivacchi. Nel tempo il pane da azzimo (ovvero non lievitato), tipico delle culture non stanziali divenne un pane come lo conosciamo oggi lievitato, alto e soffice. Qui da noi la torta rimase un punto fermo,ogni famiglia conserva la sua ricetta e per ogni occasione c’è una torta a cui vengono aggiunti ingredienti “ speciali”. Per la Venuta ad esempio (8 Dicembre ) si aggiungono dadini di pancetta cruda conditi prima con sale e pepe in abbondanza; quando invece le famiglie ammazzavano il maiale ( grande vera occasione di mangiate ) con i residui dello strutto sfritti nello stesso si ottenevano gli sfrizzoli ,che venivano aggiunti alla farina e impastati con un po’ di pecorino. Oltre a questo poi la torta era servita in genere accompagnata dalle erbe selvatiche,come le casselle o i raponzoli, la cicoria, i crispigni, il tarassaco e le rapastelle. Che venivano pazientemente puliti dalle donne, lessati e ripassati in padella con olio e aglio. Era il pane tipico con cui si mangiavano le salcicce, magari ancora da essiccare, si spaccava una fetta di torta e si farciva ,il calore del pane cuoceva in parte la carne.

Per quanto riguarda la ricetta nulla di più semplice  500 gr di farina, Acqua per impastare, Bicarbonato o una cartina salata. Circa un cucchiaino. Dopo aver mescolato gli ingredienti fino a ottenere una pasta liscia elastica e morbida che sia setosa sotto le mani. Stendere col matterello fino a ottenere un disco alto circa un centimetro delle dimensioni del testo circa. La bontà di questa focaccia sta nella perfetta cottura. Il testo deve essere arroventato al punto giusto, una prova che le massaie fanno ancora oggi è buttarci sopra un pizzico di farina e se questa diviene color oro vuol dire che è ora di cuocere la torta! Messa la torta sul testo va bucata con i rebbi della forchetta e rivoltata la prima volta solo quando sarà  color avorio, si procede con la cottura fino a quando l’impasto non sarà perfettamente asciutto all’interno.

La crosta deve essere color oro e saprete che è cotta anche dal profumo che sprigiona. A questo punto basta solo spaccarla e farcirla col prosciutto saporito di Norcia, con una delle nostre salcicce e l’erba campagnola e avremo un piatto da re.

* Sagrantino della cantina Cutini

Agricoltura, bella, complicata, ma non la disprezzo

29 settembre 2010

Floriana Cutini

di Floriana Cutini

L’Agricoltura sta attraversando un periodo nero. E sento di affermarlo a ragion veduta, perché pur non essendo un’esperta in campo economico, lavoro in questo settore da dieci anni e mi sto seriamente chiedendo (e non sono l’unica) se andare avanti o meno con la mia attività.

La debolezza del settore primario, in Italia, non deriva soltanto dalla congiuntura economica, ma da altri due problemi. Il primo è la politica. Negli ultimi anni i Ministri delle Politiche Agricole non sono mai stati né “tecnici” (qualità a quanto pare non necessaria, seppur auspicabile) né tantomeno professionisti del settore. Dunque, mi chiedo come si possano trovare soluzioni pertinenti quando non si conoscono a fondo i problemi che gli agricoltori e le loro aziende devono affrontare. Non solo. La dubbia qualifica di questi politici ha favorito, nel tempo, la “svendita” del nostro settore al prezzo di “favori internazionali”. Il secondo problema è la globalizzazione. Le politiche seguite fino a oggi, allo scopo di abbattere i costi, hanno messo in  concorrenza Paesi (europei e non) dalle realtà economiche e sociali profondamente diverse, ignorando che questi hanno normative, salari e costi di manodopera che non corrispondono a quelli italiani. I cosiddetti “corridoi verdi” lo testimoniano: alcuni Paesi, con una semplice autocertificazione e pagando miseri dazi, importano in Italia e in Europa prodotti la cui qualità non è minimamente paragonabile a quella della nostra filiera agricola. Così, molti prodotti scadenti vengono “ripuliti” e immessi nel mercato europeo a basso costo, eludendo ogni controllo. In un sistema come questo, è possibile una concorrenza vantaggiosa?

Quando più di dieci anni fa iniziai a lavorare in questo settore come giovane imprenditrice, ero mossa dall’ambizione di dare il mio contributo al settore agricolo e di cambiare il destino della mia famiglia in meglio. Ora, nonostante l’amore per la natura e per la mia terra, comincio ad avere qualche dubbio sul mio futuro. Ho un’azienda vitivinicola e agroforestale di medie dimensioni e, devo ammettere, a volte mi chiedo perché non abbia continuato gli studi universitari invece di mollare per questo lavoro.

In questi anni ho combattuto affrontando ogni giorno costanti aumenti di spese e con una burocrazia troppo vincolante. A fronte di ciò, giorno dopo giorno ho visto i miei guadagni precipitare e, con essi, anche la mia dignità. Non si può lavorare sodo e produrre sempre sottocosto.

Le grandi multinazionali premono sui mercati, l’inefficienza dei nostri governi che non considerano più il settore primario essenziale nella sua interezza (bensì al pari di una qualsiasi industria), la ricerca selvaggia del prodotto a basso costo a discapito della qualità e della salute delle persone: tutto ciò contribuisce a distruggere l’Agricoltura. Considerare un settore così delicato al pari dell’industria non è possibile, in quanto i problemi cui è soggetto sono legati a produzioni incerte e fin troppo variabili.

L’attribuzione di fondi comunitari poi, ha contribuito al fiorire di scandalose speculazioni che hanno compromesso lo sviluppo delle aziende meno competitive. In questo modo la concorrenza, ancora una volta, è stata messa a repentaglio (sostituita dai clientelismi) e il risultato, nel complesso, è stato il regresso dell’intero settore.

Questo sistema, indubbiamente, un senso ce l’ha: portare ingenti guadagni nelle tasche di grandi produttori a discapito dei piccoli. A questo punto però mi chiedo: si vuole tutelare anche l’interesse delle aziende meno competitive, oppure no?